La memoria: frammenti, tracce, ombre

Philancy Holder

La pittura di Maria Teresa Romitelli mette insieme gli opposti : il passato e il presente, il familiare e il misterioso, il mito e la realtà.
Le antiche mura che circondano l ‘artista nella sua città natale forniscono un punto di partenza importante: le mura ed i frammenti trovano rigorosamente la loro espressione dentro il suo vocabolario visuale.
Parti di affreschi provenienti da Ercolano e da Pompei vengono alla mente, ma i frammenti che ci guardano dalle tele della Romitelli non sono soltanto quelli antichi.
Essi sono tanto moderni quanto universali, fiocchi di detriti che rivelano stratificazioni temporali lungo le strade di oggi e di ieri.
La pittrice ci offre, quasi fuori contesto, il materiale per realizzare un nostro ampio spazio al servizio di un processo personale di ricostruzione del mito, pur restando intatto, tuttavia, il senso dell’antico.
La maggior parte della sua opera è classicamente serena nella composizione, ove la forma occupa il centro o si collega saldamente ai margini dei quadri; tutto è simmetria, o, meglio, armonia, mentre accade di rado che un ‘opera esploda.
Quando suggerisce il movimento per mezzo di una linea curva, questa segue docilmente il suo comando, quando si serve di una linea diagonale per animare la composizione, padroneggia pienamente l ‘effetto, mentre le forme rettilinee campeggiano nel suo lavoro, can i loro margini irregolari.
Molte di queste forme evocano architetture, richiamano cioè l ‘ambientazione logica delle  mura.
La tessitura del quadro, insieme alla sua forte fisicità, appare l’ultima rimembranza di strutture scomparse, attraendo l’osservatore con zone chiazzate, abrase, cancellate, stratificate, talvolta quasi spinte a staccarsi dal loro spazio per proiettarsi verso il nostro.
Viene svelata una vita passata sottostante, mentre anche le superfici più tranquille sembrano nascondere un loro lato arcano; occasiona/mente questo o quell’angolo reclama la nostra attenzione, cosz’ come alcuni strappi che talvolta si osservano nella carta.
Le lamine d’oro sottili e brunite sospingono l’immaginazione verso le pale d’altare medioevali e, ancora, verso l ‘esuberante uso dell’oro nella scultura e nell’architettura antiche.
L ‘oro è scomparso molto tempo fa da quei capitelli, lasciando soltanto tracce di sé in punti inattesi, segreti; per quanto vediamo in alcuni quadri della Romitelli.
Echi di templi e palazzi dorati balenano nelle sue decise forme, che ci suggeriscono pavimenti di antichi edifici; il blu scuro che le circonda rievoca le rovine dei palazzi di M ida e di Agamennone, nell’azzurrissimo Egeo.
Sebbene in passato la Ron:zitelli abbia usato titoli evocativi per i suoi quadri, in chiave essenzialmente poetica, ora preferisce che l’osservatore formuli la sua lettura personale; è il quadro stesso che parla individualmente all’esperienza di ognuno.
In realtà, con o senza titolo, è evidente che questi quadri esistono come superbi saggi sull’essenza di ciò che è una pittura raffinata e sensibile: una convincente sistemazione di forma, materia, linea e colore.
Una sensibilità verso la possibilità senza fine degli azzurri e degli arancioni si evidenzia immediatamente nella tavolozza della Romitelli, che intenzionalmente insiste su alcuni colori.
Nella realtà poi, la gamma si allarga moltissimo dalle tonalità più sature alle più delicate; il :bianco gioca il molo dominante, il nero quello subalterno.
Qualunque tonalità tocchi il colore, il suo equilibrio manifesta la piena confidenza con l’armonia.
Nel corso della sua carriera piena di successi, sin da quando si è diplomata all’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perngia, la Romitelli ha dipinto anche dei quadri con soggetti religiosi.
Queste opere, sia figurative che astratte, mentre da un lato mostrano la sua conoscenza dell’anatomia, dali ‘altro provano la sua abilità ad esprimersi in maniera scabra ed essenziale, nei soggetti mistici di ispirazione francescana (Il cantico delle creature).
La Romitelli ha anche eseguito opere grafiche di raffinata fattura, mostrando sempre di voler esplorare, nella sua ricerca artistica, la natura dell’uomo ed in generale i molteplici versanti dell’esperienza umana. In una visione globale, identificando e selezionando gli aspetti che maggiormente la colpiscono e che stimolano la sua continua creatività.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *